Sono aperte fino al 15 luglio le iscrizioni al viaggio di formazione docenti L'evoluzione dei lager nazisti. Il caso di Bergen Belsen. Da campo per prigionieri di guerra, a lager per ebrei, a Displaced persons camp
Alla fine della Seconda guerra mondiale, quando i prigionieri di guerra, i deportati politici e quelli razziali sopravvissuti cominciarono a rientrare nelle loro case di loro si diceva semplicemente che “erano stati in Germania”. Dai primi timidi racconti emergeva il nome di qualche località: Mauthausen, già nota come sede di campo di prigionia della Prima guerra mondiale, Dachau o Auschwitz. Ma cosa fossero nello specifico questi luoghi non fu chiaro subito.
Oggi sappiamo che il sistema concentrazionario nazista fu un universo complesso, che cambiava le sue caratteristiche specifiche a seconda del periodo e del luogo in cui ci si trovava; che esistevano diverse tipologie di campi con funzioni e amministrazioni differenti. Vi erano campi per prigionieri di guerra, campi di lavoro, campi di concentramento, campi di sterminio… “dedicati” a categorie di internati diverse. Uno stesso campo poteva coprire più funzioni contemporaneamente e poteva evolvere, mutando con il cambiare delle necessità del regime nazista o del contesto nel quale era inserito.
Il campo di Bergen Belsen, ad esempio, venne allestito dalla Wehrmacht subito dopo lo scoppio della guerra ai margini dell’area di addestramento militare di Bergen con lo scopo di alloggiare prigionieri di guerra, belgi e francesi in particolare. Nell’aprile del 1943, le SS presero il controllo della sezione meridionale del campo e la trasformarono in un “campo di scambio” per prigionieri ebrei. Qualche mese dopo, decisero di aprire le porte del Lager ad altre categorie di internati, stravolgendo radicalmente il carattere del campo, la struttura della società dei prigionieri e, soprattutto, le condizioni di vita al suo interno.
Quando il campo di Bergen-Belsen fu liberato, il 15 aprile 1945, i soldati britannici vi trovarono migliaia di corpi non sepolti e decine di migliaia di prigionieri gravemente malati. In totale, 52.000 prigionieri provenienti da tutta Europa furono uccisi nel campo di concentramento di Bergen-Belsen o morirono subito dopo la liberazione a causa della prigionia.
Dopo la liberazione, l’esercito britannico allestì un ospedale d’emergenza presso una caserma della Wehrmacht nelle vicinanze, che si sviluppò in un campo per displaced persons (DP) polacchi ed ebrei. Questo divenne il più grande campo ebraico per DPs in Germania, ospitando fino a 12.000 sopravvissuti alla Shoah. Il campo DP fu chiuso nel 1950.
Il viaggio di formazione è organizzato dall'Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini - in collaborazione con Istoreco Reggio Emilia, Fondazione Meb-Museo Ebraico di Bologna e il cofinanziamento di Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna
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